15-16 novembre 2019

Il Consiglio ha patrocinato il Convegno Nazionale presso Unimore.

“Il convegno intitolato “Verso una riforma del codice civile. A vent’anni dal Concorso” rappresenta l’invito a una riflessione su temi del diritto privato che si intrecciano con una annunciata revisione del nostro codice civile, riflessione che non si dipanerà intorno ad un unico argomento, ma introdurrà vari profili di discussione.
Abbiamo assistito negli ultimi anni ad una molteplicità di provvedimenti legislativi in ambito privatistico, a volte con interventi sul codice civile altre volte con disposizioni che non vi hanno trovato
cittadinanza, dovuti al mutare di esigenze e costumi sociali, all’evoluzione scientifica e tecnologica, più recentemente all’esigenza di prevedere strumenti giuridici per reagire alle conseguenze della crisi economica ormai pluridecennale.
Solo per ricordarne alcuni e senza pretesa di completezza, si pensi alle norme in tema di responsabilità genitoriale e diritti e doveri del figlio, di ordini di protezione contro gli abusi familiari, di
unioni civili e convivenze di fatto, di modifiche alla separazione ed al divorzio, di leasing, di patto marciano, di rent to buy, di rendita vitalizia ipotecaria, di pegno non possessorio, di azione
revocatoria ordinaria.
Ciò che accomuna tali provvedimenti, al di là delle ormai croniche critiche al legislatore per la sua tecnica normativa, è sicuramente la loro frammentarietà e più in generale il fatto che il
legislatore è intervenuto in assenza di un disegno sistematico o riformatore.
Anche il disegno di legge delega n. 1511 del Senato non va nel senso dell’intervento sistematico ma, piuttosto, di una rivisitazione ed integrazione di alcune parti del codice civile.
Esso detta previsioni concernenti diversi libri del codice, che riguardano le associazioni e le fondazioni, con particolare riferimento alle procedure per il loro riconoscimento, ai limiti allo svolgimento di attività ha evidenziato Enzo Roppo sebbene egli ritenga che sia accettabile una qualche misura di convivenza fra il vecchio lessico di prima metà del secolo scorso e quello degli anni 2000.
In questo quadro, tratteggiato in modo necessariamente sintetico ed incompleto, la domanda che il Convegno vuole porre all’attenzione di studiosi e professionisti del diritto è se il legislatore
abbia tenuto conto di questo fondamentale dibattito, se lo abbia accuratamente evitato e se non sia il caso di porlo al centro di una previsione di modifica del codice civile.”